martedì 28 aprile 2009

La vite è bella


Questo 25 aprile, per me e mia moglie Maura è stato un giorno dedicato alla cultura, grazie a una nostra carissima amica, appassionata di arte e musei. Obiettivo i Della Robbia e le ceramiche invetriate, invenzione del geniale Luca. Una mostra rivelatasi piuttosto scarna ma, per gli appassionati del genere, di sicuro interesse.
E obiettivo Arezzo, città che non avevo mai convenientemente esplorato. Alle 10 eccoci dunque nella città della Giostra del Saracino. Ecco la pieve di Santa Maria, con il suo intrigante campanile romanico detto delle 'cento buche', per le sue numerose bifore. Ecco l’imponente cattedrale gotica, con i giardini limitrofi che si affacciano sulle dolci colline circostanti. Ecco la chiesa di San Domenico col suo crocifisso del Cimabue. E la suggestiva Piazza Grande, teatro della Giostra, in restauro. C’è anche un itinerario dedicato ai luoghi dove in città è stato girato il film “La Vita è bella”, del Benigni nazionale, con tanto di scene con illustrazioni e dialoghi. Anche se non tutti lo sanno il “sommo”toscanaccio è nato in provincia di Arezzo, a Manciano la Misericordia per l'esattezza. Ottima idea l’itinerario: un film siffatto si merita questo e altro.
E accanto a Piazza Grande una trattoria, “La torre di Gnicche” apparentemente piuttosto anonima, selezionata dalla nostra attentissima guida di giornata.
Entriamo con fiducia. Le scelte dell’amica si sono sempre rivelate azzeccatissime e di ottimo gusto. Sorpresa! Il locale, assai carino all’interno, è letteralmente tappezzato di bottiglie. Do un occhiata. E poi un’altra. C’è di tutto. E quante chicche. Il Casanova dei Neri Cerretalto 1999, tanto per cominciare. E per continuare il Taurasi Macchia dei Goti del nostro tri-apprezzatissimo amico del Vinitaly, Antonio Caggiano, Foradori, il mio Teroldego preferito. Il vino delle miniere recensito a suo tempo da Stefano. E i “soliti” Grattamacco, Sassicaia, Ornellaia, Tignanello, tutti in diversi esemplari per giunta. E tanti bianchi e bollicine di qualità. Per me è il paese dei balocchi, sempre per restare in tema con Benigni e il suo Pinocchio. Ci sono anche diversi vini al bicchiere, a rotazione dice la guida Slow Food posta in bella vista sul bancone. La mia attenzione si posa su Mario Schiopetto, produttore del goriziano a me ignoto. Mi ispira, proviamolo. Anno 2002. Chardonnay e Tocai ad armi pari , affinato per il 60% in acciaio, 40% in legno per 9 mesi. Colore ambrato con riflessi dorati (proprio così, sembra un Sauternes). Servito forse un po’ troppo freddo, all‘ inizio i profumi sono contenuti, ma in bocca è già equilibrato e morbido, di carattere. Abbinato con una deliziosa zuppa di cipolle infornata non sovrasta e non cede il passo. Col passare dei minuti il bouquet si apre e si esprime al meglio con sentori di mela anzitutto, e poi pesca, vaniglia, banana, pasticceria e un tostato non invasivo.
Una bella scoperta insomma. Così come i dessert: spettacolosa la crostata di ricotta e pere ordinata dalle signore, validissimo il mio flan al cioccolato e mascarpone convenientemente abbinato con un barolino chinato niente male.
Uscendo dal locale anche il nostro stato d’animo era dei più Benigni: in certi momenti la vita(e) è proprio bella.

6 commenti:

  1. Stefano se leggi quest post di andrea..... ABBIAMO CREATO UN MOSTRO!!! Scherzi a parte grande Andrea! riesci a esprimere il significato più importante delle cose, anche del senso della vita legato alla passione per l'enogastronomia.

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  2. ma voi non siete quelli che non leggono le guide?

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  3. E' vero, non ritengo personalmente le varie guide il miglior strumento per scegliere vini, ristoranti, agriturismi e quant'altro ma ognuno è libero di fare quello che vuole.
    E' solo un problema di gioventù mi creda, quando uno si accosta a tutto questo pazzo mondo è la cosa più naturale che ci sia, poi nel tempo si accorge che........
    Ma stia tranquillo ne riparleremo di questo annoso argomento.

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  4. Ehi Andrea, ma sei andato d Arezzo per la Giostra del Saracino o del Salamino?
    Per le guide....mah ognuno ha le proprie idee..io penso che la migliore guida siamo noi stessi che ci guidiamo appunto dove ci sembra più giusto guidarci, poi a volte sbagliamo, altre volte no. Personalmente accolgo volentieri ogni consiglio, suggerimento, indicazione ma sempre quando penso che siano dettati da passione e non da probabile interesse a guidarmi in un posto piuttosto che in un altro.
    ciao

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  5. Andrea Biagioni29 aprile 2009 23:34

    Beh, in realtà se leggete bene la guida era sul bancone del ristorante, mica ci sono andato per quella...tanto per precisare.
    Fermo restando che se una guida mi "guida" bene a me va più che bene lo stesso ovviamente.

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  6. Sì si vero Andrea, scritto ben chiaro....e a proposito letto il tuo bel post con interesse.
    Quanto dicevo io prima era solo a carattere personale, riprendendo i commenti precedenti
    ciao

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bei tempi...