
Il birrificio interno all’abbazia nasce invece nel 1838 per dare ristoro agli operai impegnati nella costruzione del monastero; l’attività viene in seguito finalizzata al sostentamento economico della comunità. Fino al 1871 la produzione è per il solo consumo interno, dal 1877 fino alla fine della seconda guerra mondiale anche per il mercato esterno. In quegli anni infatti l'abate Bonaventura De Groote, dopo una discussione interna alla comunità, decide di frenare l’espansione produttiva della birreria, che rischiava di snaturarne la vocazione alla preghiera e alla contemplazione dei monaci. Per questo nel 1946 stringe un accordo con la brouwerij St. Bernardus di Watou (ancora oggi produce splendide birre), che viene autorizzata a produrre le birre secondo le ricette tradizionali di St. Sixtus e a commercializzarle. La produzione interna del monastero viene così riportata allo standard originale, cioè 3500 hl. annui, più che sufficienti per il fabbisogno interno della comunità. Nel 1990 però i locali produttivi dell’abbazia vengono riammodernati, e nel 1992 viene revocato l’accordo fra la St. Bernardus e l’abbazia, che ricomincia a produrre in proprio le sue 3 birre. Nella birreria attualmente lavorano tre monaci, altri tre si occupano dell'imbottigliamento, mentre tre operai del posto danno una mano per lo smistamento e le operazioni di carico e scarico. Un'attività svolta nel silenzio imposto dalla Regola, inaccessibile a occhi esterni, che impegna la comunità per "soli" 75 giorni all'anno. D’altra parte “facciamo birra per vivere, non viviamo per fare birra” dice fratel Joris, ex capitano della polizia belga, 46 anni, monaco da 13, ma soprattutto uno dei monaci ai quali il vecchio mastrobirraio, fratel Filip, ha passato nel 2004 i segreti della prod

Mi permetto di fornire la possibilità di poter vedere il "mondo" di Westvleteren, in due modi: guardare il reportage televisivo che due giornalisti belgi, Jean Blaute e Ray Coke, hanno avuto il permesso (evento più unico che raro) di girare all'interno dell'abbazia e del birrificio (normalmente off-limits per tutti) per la televisione fiamminga (se non si conosce il fiammingo, ci si capisce poco, ma le immagini sono imperdibili)
1° Parte:
2° parte
o dare un'occhiata al nostro reportages fotografico dell'ultima volta che siamo passati di là.