martedì 17 marzo 2009

Appunti di assaggio 2



Domenica 15 e ieri lunedì 16 presso il Wall-Art Hotel in Prato ha avuto luogo la quarta edizione della degustazione organizzata da Heres, distributore toscano.
Ho fatto una capatina anche a questo evento nonostante che, dopo i due della passata settimana (anzi tre considerando dolcemente prato) e dopo pranzo fuori, il fegato ed organi limitrofi ne avessero sconsigliato la presenza..
Intanto diciamo buona organizzazione, quest’anno fiera su due piani anziché uno come nelle passate edizioni, secondo piano dedicato a Borgogna e Toscana, tutti gli altri al primo.
Domenica presenza buona anche se non la bolgia di Lido quindi tranquillamente visitabile, ieri sera arrivato alle 18, poca gente, stand ormai in chiusura, espositori, stanchi, abbastanza soddisfatti nonostante, avendo scambiato qua e là due chiacchiere, l’attuale situazione non certo rosea in tutti i settori nessuno escluso. Rileggendo un po’ di appunti di quanto assaggiato, iniziato le due serate con un po’ di bollicine, un Prosecco Andreola, Franciacorta Cavalleri ed i vari Champagne presenti (Deligny, Champion, Brugnon, Mulan, Corbon), a seguire Chablis di Domaine Barat. Presenza francese direi in generale, un po’ meno importante, a mio modesto parere, rispetto alla settimana precedente in Artimino, anche se buona nei pinot della Borgona Gevrey Chambertin, Volnay 1ere e soprattutto il Clos de Vougeot di Domaine Bart e De la Tour.
Interessante il Vermentino Colli di Luni Terenzuola fresco, beverino e, sempre del solito produttore un Vermentino rosso 2008, in anteprima non ancora in commercio, colore scarico, frutto, ciliegia in particolare in bocca, da provare magari con una zuppetta di pesce.
Sempre del solito produttore con altro marchio, ligure stavolta, Giuliani e Pasini, provato un interessante Cinque Terre Sciacchetrà 2005. Vino molto particolare, più da meditazione che da dessert perché, sinceramente non saprei a quale dolce e/o biscotteria ben abbinarci, forse più un formaggio erborinato o meglio ancora…..niente… un bicchiere dopo cena seduto in poltrona davanti alla TV e poi…un altro.
Rimanendo ai bianchi e ai vini da dessert, degni di Nota il Friulano Schiopetto ed il Gewurztraminer passito trentino di Falkenstein. Poi al piano superiore, tra i toscani, sempre di buon livello il Chianti Classico tradizionale di Isola e Olena (che con Querciabella, Siro Pacenti e Montevertine erano presenti anche al Lido), il Brunello di Siro Pacenti e Poggio di Sotto.
Detto tradizionale in merito al Chianti sopra in quanto assaggiato anche altro Chianti di marchio che produce anche in Maremma, 85sangiovese e 15merlot affinato vari mesi (il numero dei mesi perso tra gli appunti) in barrique, che ne snatura la….natura di Chianti.
Non mi hanno destato grande impressione, anche per mio gusto personale, i cabernet franc e merlot in purezza, Paleo e Messorio.
Mi sono sembrati interessanti i Syrah Bosco dell’aretino Tenimenti D’Alessandro, 2006 ed anche il 2007 in anteprima, non ancora etichettato, spezie, pepe (come d'altronde ci si aspetta da un Syrah). Era presente pure il Podere Il Carnasciale con i loro due vini, Il Carnasciale ed il Caberlot quest’ultimo ultra premiato prodotto solo in magnum ed in tiratura limitata e numerata. Vitigno che dicono unico, non un uvaggio di cabernet e merlot come il nome parrebbe indicare, ma dicesi un incrocio naturale tra i due vitigni Cabernet Franc e Merlot. Facendo un giro in rete quà e là si possono incrociare anche i prezzi per queste magnum.
Lasciamo perdere e torniamo a parlare di vino: note maggiormente positive della serata, il Teroldego di Foradori, sia annata 2006 che 2007 (bel frutto in bocca, vino subito piacevole quasi un po’ “ruffiano” come definito dallo stesso, gentilissimo e disponibilissimo produttore) e la mia personale sorpresa positiva dell’Etna rosso, nerello mascalese quasi in purezza (piccola percentuale di nerello cappuccio) produttore, anch’egli molto gentile, Terre Nere, etichette S.Spirito e Guardiola entrambi 2007, che mostrava foto dei propri vigneti (situati tra i 600 ed i 1.000metri di altitudine) di 15 giorni fa con filari imbiancati dalla neve abbondante.
Per ultimo, ma qui chiedo aiuto al nostro esperto birraio Alberto, assaggiato anche i 5 prodotti portati dalla toscana (in provincia di Lucca) Bruton e mi sono sembrate 5 birre veramente ottime, dalla bianca base alla Lilith (ottima), Stoner, Momus tutte servite alla spina poi l’ultima servita in bottiglia la 10 (10°).
Ciao alla prossima

venerdì 13 marzo 2009

Degustando in collina

Ricevo e pubblico volentieri questo programma relativo al banco di assaggio in programma alla Tenuta di Cantagallo del vigneron Enrico Pierazzuoli.
Interessante la selezione delle aziende che si presentano, produttori di qualità assoluta rappresentativi della produzione vinicoaitaliana, molto bella la struttura che ospita l'evento. Saremo inoltre presenti con uno spazio dedicato alle info per gli iscritti alla mailing list winelovers.carmignano ed al club Amici DOC della Tenuta di Cantagallo.

L'ingresso è ovviamente gratuito.
Mi piacerebbe sapere le vostre impressioni sui vini e sugli oli assaggiati.
Ecco il programma delle due giornate.

22 e 23 Marzo 2009

Degustazione di Vini e Oli dei Produttori di Selezione Fattorie
dalle ore 11 alle ore 19
presso la Tenuta Cantagallo
- Capraia Fiorentina, Via Valicarda 35
Ingresso libero, con la possibilità di degustare una eccellente selezione di vini ed oli abbinata ad un occasione di incontro con i nostri Vignaioli e Olivicoltori
presenti alle giornate.




L'elenco delle aziende le trovate qui:



http://picasaweb.google.it/lh/photo/eQkwcBshilq3E4KowvYcxw?feat=directlink

giovedì 12 marzo 2009

Tagliata di sera.....



Anticipo di primavera

Giovedì 19 marzo
Bottega Peruzzi - Artimino
Ore 21.00


Menù:

Sformatino di zucca e carote
abbinato con Kerner

Tortelli di patate al ragù
Abbinati al Rosso di Montalcino DOC

Tagliata al pecorino e insalata
Abbinata ad un Carmignano Riserva DOCG

Prezzo : 30 euro

Prenotazioni sino alle 20 di mercoledì 18 marzo
Per info scrivere a
winelovers.carmignano@gmail.com
o telefonare al 346.0808092 - Andrea
p.s. Consiglio di prenotare prima possibile perchè i posti a disposizione sono limitati

mercoledì 11 marzo 2009

I ragazzi dell'acquabona








Ieri trasferta in versilia dove appunto i sopracitati ragazzi/giornalisti ci hanno dato la possibilità di assaggiare una selezione dell'eccellenza di Toscana.
Assieme al compare Fabio mi sono assaggiato una sessantina di vini, scelti tra i produttori artigiani del vino. Con qualche piccola eccezione ho deciso di conoscere meglio aziende della costa, del Chianti, di Bolgheri e Montalcino che vanno dalle 20.000 alle 40.000 bottiglie, a volte pure meno.
Il mio giudizio globale è ampliamente positivo perchè se da una parte la crisi c'è e si vede, nelle vendite e quant'altro, continua ad aumentare la qualità e con prezzi ragionevoli.
Ho assaggiato la gamma dei vini prodotti dalle aziende che trovate nel post precedente ma non voglio tediarvi con 60 schede vino, vi posso però citare i miei premi oscar.

Premio Miglior vino in assoluto: Brunello DOCG Canalicchio 2004 - Azienda Agricola Pacenti Franco
Un brunello vero, da una grande tradizione familiare. Aromaticità complessa e molto fruttata, in bocca è davvero un vino che pur con giovinezza fa sentire il carattere, si percepiscono nettamente frutta e spezie pregiate mai invadenti, tannini importanti con una buona freschezza mitigati da un buon carico alcolico. In cantina migliorerà sicuramente ma come molti brunelli odierni è già pronto per essere servito. Il prezzo? Ottimo ed onesto.

Premio Azienda completa: Villa Petriolo
Già ampiamente valutata positivamente per marketing, idee, cultura del vino e servizi di accoglienza mi mancava la prova più importante, i vini. Il risultato finale per il mio modesto parere si esprime con una sola parola, che è ARMONIA. Il loro vino che mi ha emozionato di più è il Chianti Rosae Mnemosis 2007, merita una nota di plauso individuale

Premio Crediamo in Voi... avanti così: Un particolare ringraziamento a tutte le aziende biodinamiche che ho conosciuto come Valgiano e Cosimo Maria Masini perchè riescono a farmi ancora sentire che il vino è fatto con l'uva..... Sull'argomento si può dire di tutto, ma senza essere un adepto integralista non posso non apprezzare il grande risultato finale di aziende come queste. Bravi!

Premio Brunello mon'amour: vi segnalo aziende che riescono a produrre un buon Brunello ed un ottimo rosso di Montalcino tali da farci dimenticare ogni delusione e presunzione di quella zona caratteristica del tempo che fu. Proprietari appassionati, disponibili e capaci quelli di Pietroso, della Tenuta Le Potazzine - Gorelli. E per la mia personale convinzione che il vino esprime il carattere di chi lo produce, Ventolaio con la sua proprietaria espressione della toscana rurale ci fa sentire il vino che nasce in vigna . Per favore produttori non ci togliete più questa immagine del vino.........

Premio l'altra Bolgheri: e si, finalmente realtà come il Castello di Bolgheri e l'affermato Grattamacco ci liberano dalla sudditanza per i vari ....aia. Era l'ora! Finalmente posso bere bene senza chiedere la grazia al signore e sperare nei miracoli.

Ed alla fine però... un bicchiere di Carmignano Riserva della "nostra" cara Fattoria di Ambra è stato necessario per il pasto di metà giornata e il vin santo per la ripartenza verso casa. Come in ogni viaggio, sono curioso di tutto quello di nuovo che trovo, ma alla fine..... ho voglia di tornare a casa.... Grazie Fabio ( enegico cantiniere di ambra) .

E ancora grazie per l'invito a Luca Bonci a buon rendere, quando passi da carmignano una fiorentina è per te, il vino.... scegli tu che ne capisci....

Un post spottone?? no, non da me . Solo la mia piccola vista su questo mondo
Post it finale: ho avuto la grande soddisfazione di una foto con Alessandro Masnaghetti!! Chi è? Cercatelo su internet...... Cos'è per me? Raro testimone del giornalismo libero di settore, talento e palle.

martedì 10 marzo 2009

Appunti disordinati d'assaggio

Dopo questi due giorni intensi di degustazioni volevo anch’io condividere le impressioni ricavate dai due eventi.
TERRE DI TOSCANA – LIDO DI CAMAIORE
Beh sicuramente il lunedì sarebbe stato il giorno ideale per poter apprezzare l’evento. Ma ero lì domenica pomeriggio , ed era quasi una bolgia, e per finire la serata anche il rientro via autostrada non è stato dei più agevoli. Mi ero anche fatto una specie di scaletta di prodotti da assaggiare ma tutto saltato e quindi si entrava laddove era possibile, quindi così alla rinfusa, riguardando gli appunti (disordinati appunto) dei circa 35 assaggi posso dire che oltre ai soliti noti I sodi, Lupicaia, Grattamacco, oltre a Chianti classico come isole e Olena ho apprezzato i vari Brunelli.
Veramente notevole concordo il Canalicchio di Franco Pacenti (anche l’annata 2003 oltre alla 2004) che non conoscevo ma visto che ci era consigliato nel suo post dal più esperto ed intenditore Andrea ne ero incuriosito. Sempre ottimo Siro Pacenti (il cognome è un marchio di qualità in zona pare, quest’ultimo lo ritroveremo a Prato domenica per chi verrà alla degustazione di heres), poi Pietroso che avevamo già apprezzato anche alcune settimane fa nelle serate di Artimino e Conti Costanti.
Poi ottima impressione da Villa Petriolo ad iniziare dal loro bianco siciliano Nakonè, uno Chardonnay siciliano finalmente non solo per amanti del parquet ed i Chianti Rosae Mnemosis e Villa Petriolo.
MEREGALLI - ARTIMINO
Sempre un bellissimo evento, di lunedì e nella bella location della villa la Ferdinanda.
Anche qui così di getto, tra i 30 assaggi fatti, mi vengono in mente gli Champagne Bollinger ed Ayala nelle varie versioni assaggiate, l’Amarone ed il bellissimo Recioto Speri, il Sagrantino 2004 e 2005 Rocca di Fabbri ed il loro Sagrantino Passito, il Carignano di Argiolas recensito da Andrea Biagioni nel suo post, il particolare La Cappuccina Carmenos vino dolce veneto (da vitigni Carmenere ed Oseleta, il primo originario della regione francese del Medoc oggi diffuso soprattutto sulle Ande -Cile perlopiù- mentre il secondo autoctono della valpolicella - - “0seleta” uccellino in dialetto veneto), tra i Francesi lo Chablis 1er cru di Domaine Laroche, il Pinot Nero della Borgogna Gevrey Cambertin di Chanson, lo Chateuax Haut Brion Bahans 2002 ed il Sauternes Chateau Guiraud. Poi ancora lo Jerez Pedro Ximenez 15anni di Ximenez Spinola e per finire un armagnac. Quest’ultimo, come tutti i liquori di gradazione elevata, non è sinceramente tra le mie passioni, anzi, ma poiché al banco il sommelier era pure un amico, ho chiesto assaggio di qualcosa di notevole ed il Bas Armagnac Millesime 1997 di Samalens mi è sembrato veramente ottimo ed i suoi 42° non così devastanti.
Una delusione? A mio modesto parere, il famoso “aia”, anche se annata 2005 e quindi da risentire quando non più bambinetto.
Ed ora qualche giorno di tregua prima di domenica (se il fegato accetta nuova prova...)
ciao

lunedì 9 marzo 2009

Sulcis in fundo


Commento a caldo: Meregalli è un’esperienza unica. Tantissimi (forse troppi, ehm) assaggi di alta qualità, italiani ed esteri. Abbiamo iniziato con un Bollinger (anzi tre per l’esattezza...) e chiuso con un Pedro Ximenes di 15 anni. Scusate se è poco.
Noi del blog dobbiamo davvero ringraziare Stefano per la segnalazione. E chi si è perso questo piacere, beh, deve segnarsi sin d’ora in agenda (se non ce l’ha se la compri, poffare) l’impegno in rosso per l’anno prossimo.
Tanti assaggi di nuovi sapori, dicevamo. E, dulcis in fundo, una sorpresa. Il Carignano. Che a pensarci bene è quasi un Carmignano. Ma sto divagando ehm...
Vitigno non rinomatissimo da noi ma assai diffuso oltralpe, proveniente dalla Spagna e principalmente da Carifiera in Aragona (da qui il nome), ci ha stupito per l’eleganza e la buona struttura, con tannini morbidi e persistenti. Nella fattispecie l’azienda produttrice era Argiolas, nota azienda del sud della Sardegna che coltiva il Carignano quasi in riva al mare nel Sulcis. L’arenaria delle terre, che trattiene l’umidità notturna, contribuisce a far nascere uve ricche e vitigni opulenti. L’ "Is Solinas" ,questo il nome del prodotto di Argiolas, Carignano quasi in purezza con un pizzico di raro bovale sardo, si è rivelato vino piacevolissimo. Rosso rubino intenso alla vista, dotato di armonia, pienezza, persistenza, tanta frutta al palato e molto intenso al naso. Grazie probabilmente anche all’utilizzo del delestage, tecnica che consente un’ottimale macerazione delle bucce. Insomma una goduria da provare. Sopratutto se abbiamo in dispensa salsicce o formaggi sardi o (capita più spesso in effetti) un bel primo con ragù di carne. E allora il Carignano... ci dà una mano.

domenica 8 marzo 2009

Taste - Stazione Leopolda

Un veloce post di “servizio”.

Il prossimo fine settimana, per la precisione da sabato 14 a lunedi 16 marzo, alla Stazione Leopolda di Firenze andrà in scena la IV edizione di Taste (http://www.pittimmagine.com/it/fiere/taste/index.php) . Il Salone, nato da un’idea del “gastronauta” Davide Paolini ( http://www.gastronauta.it) e organizzato da Pitti Immagine, è un percorso dedicato alla scoperta della diversità culturale e biologica dei cibi, dal caffè ai salumi, dalla cioccolata al vino, dal the ai formaggi, tutti proposti in assaggio al visitatore. E’ una interessante esperienza gustativa, alla quale ho partecipato per la prima volta l’anno scorso. Visto il riscontro positivo che ne ho avuto, sono qui a consigliare a chi ne abbia la curiosità una “visitina” nella splendida location della Stazione Leopolda, anche perché saranno presenti, fra gli espositori (oltre 170), anche nove birrifici artigianali italiani con i loro prodotti. I loro nomi forse vi diranno poco, ma garantisco che rappresentano la fascia alta (e in alcuni casi altissima) della produzione birraria di qualità in Italia.
L’abruzzese Almond 22, il piemontese Baladin (citato da me a più riprese, il top in Italia), i toscani Bruton (Lucca) e L’Olmaia (Montepulciano), il sardo Barley (non vi fate scappare, se c’è, la loro BB10 brassata con l’aggiunta di sapa di Cannonau nel mosto di birra), la reatina Birra del Borgo (se ci fosse la sua Sedicigradi sarebbe un vero e proprio evento), i ragazzi del 32 via dei Birrai del Monte Grappa, il pluripremiato Birrificio del Ducato dalle birre spesso estreme, il milanese Birrificio Lodigiano, oltre a far assaggiare le proprie birre, le metteranno anche in vendita nel taste shop posto alla fine del percorso gustativo. I prezzi, l’anno scorso, erano più che corretti: speriamo che anche quest’anno la tradizione sia mantenuta.


Buon viaggio (enogastronomico).

giovedì 5 marzo 2009

La birra religiosa

La millenaria storia della chiesa cattolica in Europa è attraversata da innumerevoli eventi, alcuni di grande importanza e rilevanza storico/spirituale, altri di tono minore. Uno degli aspetti “minori” all’interno della storia ecclesiastica è sicuramente quello legato alla nascita, produzione e diffusione della birra monastica, che però per una volta, in questo post, diventa protagonista.
Ci eravamo lasciati con i celti, che a partire dal I secolo d. C., danno un’accellerata alla tecnica produttiva della birra: utilizzano pietre riscaldate per la cottura, introducono l’uso di botti di legno per la conservazione, aromatizzano le proprie birre, “inventano” una pozione a base di birra ed idromele, e i Druidi (i loro sacerdoti) creano un'infusione magica dai poteri curativi impiegando la salvia, mescolata al mosto di birra (è questa la magica bevanda di Asterix!).
E piace, a loro, la birra, e non solo a loro: con la progressiva conquista da parte delle popolazioni Germaniche dell’Europa, la birra si afferma come la bevanda più diffusa. Alla Chiesa nascente però la birra piace meno: fino al VI secolo, infatti, la chiesa romana vede nel consumo di birra una vera e propria adesione a riti e tradizioni pagane, per questo la considera una bevanda di serie B, relegandola “moralmente” in un angolo. Le cose cambiano piano piano, tanto che ad Aquisgrana, nel sinodo che lì vi si svolse nell’816, per la prima volta il consumo della birra viene esplicitamente introdotto all’interno della regola benedettina. Si affacciano così sul palcoscenico i veri protagonisti della produzione birraria monastica: i monaci fedeli alla Sancta Regula di San Benedetto da Norcia (480-547), padre del monachesimo occidentale. Che all’inizio si chiamano Benedettini, per poi assumere, nel corso dei secoli, diverse altre denominazioni (Cluniacensi, Premonstratensi, Certosini, Cistercensi), in un percorso complesso ma interessantissimo, legato alla fedeltà che ciascuno delle Congregazioni sopra nominate dichiara nei confronti della lettera, ma soprattutto dello spirito della Regula originaria. Che imponeva loro di pregare, ma anche di lavorare: cioè di mantenersi con una propria attività, senza far ricorso a nessun tipo di sostentamento esterno alla comunità. La produzione della birra, fin dall’inizio, rientra in quelle attività legate al la regola dell’”ora et labora”.

La produzione di birra monastica debutta nel 770 circa, nell'Abbazia di Gorze nella regione della Mosella. Nel monastero di S. Gallo (Svizzera), fin dall’820, si producevano già tre tipi di birre: la “prima melior”, la più ricca di malti e zuccheri e riservata agli ospiti illustri; la “secunda”, meno ricca e riservata ai monaci (che potevano berne fino a 5 “misure”); la “ tertia”, offerta in elemosina ai pellegrini e ai mendicanti. I monaci perfezionano i metodi di brassaggio e ne rimangono, fino almeno al XII - XIVI secolo, gli esclusivi detentori delle conoscenze e delle tecniche. E’ di una suora, Hilgedard von Bingen (1098-1179), botanica (fra le altre cose) dell'Abbazia di St. Rupert in Germania, la scoperta delle qualità particolari del luppolo, fino ad allora mai usato per la produzione birraria; ne sottolinea la capacità di arrestare la putrefazione del mosto di birra, allungandone la vita, e di conferire alla birra un gusto più fresco ed asciutto. Si ritiene che i monaci dell’Europa centrale siano state i primi a sfruttare su larga scala la scoperta della monaca tedesca: e non erano pochi. All'epoca della loro massima diffusione (prima della secolarizzazione avvenuta nel 1803) le birrerie conventuali nella sola Germania erano quasi 300: oggi ne rimangono in funzione solo sei, mentre un'altra ventina ha mantenuto il diritto di fregiarsi ancora dell'attributo "Klosterbrauerei" (birreria conventuale) pur essendo la gestione passata a proprietari laici. La più antica fra le 6 birrerie conventuali tuttora in funzione è quella di Weihenstepahn a Weltenburg, fondata nel 1050 e rimasta da allora sempre in funzione.
La produzione birraria dei monaci continua regolarmente fino alla rivoluzione francese, che spazza via più dell’80% delle residenze monastiche in Europa. La successiva rivoluzione industriale e le nuove leggi del mercato penalizzano sempre di più la residua produzione, rigorosamente artigianale, dei monaci, che si defilano sempre di più dal contesto produttivo generale. Si defilano, ma non si eclissano: questo grazie ad un piccolo gruppo di benedettini, i “duri e puri” Padri Trappisti dell’ Ordine dei Cisterciensi della Stretta Osservanza. Delle 20 e più abbazie produttrici di birre che potevano vantare in tutta Europa prima della rivoluzione francese, ne restano non più di otto, ma toste, che producono (grazie a Dio!) ostinatamente splendidi esempi di birra artigianale: una nicchia, nel contesto della produzione birraria mondiale, ma che nicchia! Se mi posso permettere di fare un paragone con il mondo vinicolo, le birre trappiste sono il Sassicaia della birra (e nel mio immaginario di troglodita del vino, il Sassicaia è il top del vino nel mondo, ma mi posso sbagliare). Una produzione che dal 1977 è tutelata da un marchio specifico, presente sulle etichette delle birre prodotte dagli attuali sette monasteri trappisti europei (sei in Belgio e uno in Olanda), rilasciato dalla International Trappist Association, che verifica il rispetto dei tre criteri fondamentali alla base del disciplinare:
• La birra deve essere prodotta all'interno delle mura di un'abbazia trappista, da parte di monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo.• La produzione, la scelta dei processi produttivi e l'orientamento commerciale devono dipendere dalla comunità monastica.• Lo scopo economico della produzione di birra deve essere diretto al sostentamento dei monaci, alla beneficienza e non al profitto finanziario.

E in Italia? Le birre trappiste arrivano anche da noi, e ne parlerò più diffusamente in altri post; e da un po’ c’è un interessante esperimento, quello dei monaci della Cascinazza …..

(Per chi volesse approfondire l’argomento, qui di seguito i link delle tre sezioni del report storico più ampio che ho fatto per il blog inbirrerya:
http://inbirrerya.blogspot.com/2007/09/i-trappisti-e-le-birre-parte-1.html
http://inbirrerya.blogspot.com/2007/09/i-trappisti-e-le-birre-parte-2.htmlhttp://inbirrerya.blogspot.com/2007/10/i-trappisti-e-la-birra-parte-3.html

Alberto

Terre di Toscana: consigli per l'assaggio



Prima dell'imminente evento mi permetto di segnalarvi quelle aziende che sicuramente visiterò per degustare i loro vini . Cominciamo.....

- Canalicchio - Franco Pacenti

- Capannelle

- Castello del Terriccio ( mitico lupicaia... se ce lo danno....)

- Castello di Bolgheri

- Conti Costanti

- Domini Castellare di Castellina ( i sodi di san niccolò )

- Grattamacco

- La Poderina (il moscadello di montalcino )

- Pietroso

- Podere Il Palazzino

- Tenuta di Valgiano

- Tenuta Le Potazzine - Gorelli

- Terenzuola

- Ventolaio

- Villa di Geggiano

- Villa Petriolo


Dopo naturalmente qualche altro a caso. I carmignanesi solo per salutare ovviamente.

Consigli per l'uso: prima il resto del mondo, poi i chianti, dopo i bolgheresi, poi con un attimo di pausa le aziende del brunello ed infine i vini dolci.

Poi vi invierò le note sui miei preferiti degni di nota, e aspetto naturalmente le vostre impressioni che pubblicherò come post e non come commento. E' il primo evento che seguiamo collettivamente con il blog quindi avanti tutta!

Mi raccomando..... occhio sulla strada e non esagerate, degustare non bere.....

Alla fine io credo tornerò in treno.......

mercoledì 4 marzo 2009

Il segreto della cucina vietnamita






Appena rientrato mi viene voglia di scrivere su cosa riporto a casa della mia trasferta nell'indocina. Dal punto di vista umano potrei scrivere un libro, ma non è argomento di questo blog. Allora qualche nota sulla mia esperienza enogastronomica, o meglio della scoperta di un nuovo mondo.

L'italiano medio che si appresta a viaggiare verso terre più o meno lontane ha di solito un pregiudizio di base: per mangiare dovrò adattarmi e magari prima o poi mi troverò a rifugiarmi nel tanto odiato mc donald's........ e io a volte sono un italiano medio anche se molto curioso di sperimentare. Poi non amo molto la cucina cinese occidentalizzata lo ammetto.

E invece ho scoperto una mio personale nuovo mondo.

Il primo impatto è stato quello degli odori forti del mercato, e nella foto ho messo una venditrice di verdure, non di carne o di pesce ( gli animali sono normalmente vivi e macellati su richiesta....) e devo dire ho temuto di mangiare davvero solo frutta. La catena del freddo del resto non sanno nemmeno cosa sia, la Asl qui è diciamo carente. Quindi imbottito delle mie convinzioni da uomo civile occidentale mi sono seduto per il primo pasto molto preoccupato.

E invece.... dalle varie pietanze a base di riso, alle zuppe, ai noodles, alla presentazione dei piatti, sono letteralmente rimasto a bocca aperta.

Mai ho trovato una cucina così equilibrata nella composizione tra verdure, carne e carboidrati, così leggera se pur spesso fritta, così fondata sulla freschezza delle materie prime.

Al sapore poi, delle punte di eccellenza, con un uso corretto delle varie spezie. Insomma non ho rimpianto nè pasta nè fiorentina, ma ho goduto di una cucina davvero tipica e in alcuni casi molto raffinata.

Il trucco comunque è quello di tagliare tutto, carne e verdure, a pezzi molto piccoli e separatamente cuocere poi a fiamma molto alta nel più breve tempo possibile . Vengono aggiunte salse e un brodo per fare le zuppe, ed infine riso o noodles precedentemente cotti quindi saltato tutto con un filo d'olio nel wok . Tutto espresso, tutto fresco.
Se vi interessa potete vedere alcune immagini e in fondo quelle scattate alla cooking class che ho frequentato asieme ad elena: http://picasaweb.google.it/winelovers.carmignano/SaporiVietnamiti#

bei tempi...