martedì 16 marzo 2010

"Vivi, morti e moribondi"

Sabato scorso abbiamo partecipato alla degustazione, presso l’Hotel Relais Certosa di Firenze, ”10 anni compiuti”, vini prodotti prima del 2000.
Giornata interessante, non sono molte le occasioni di potere degustare vini con oltre 10 anni di età, visto che solitamente nelle degustazioni "classiche" le aziende offrono in lista le ultime annate in commercio o poco più.
Peccato che quando siamo arrivati alcuni vini interessanti erano già terminati, penso ai bordeuax, ai pinot nero, all’amarone (anche se erano pochi in queste tipologie i vini in programma) ed altri..
Le note su quanto sentito:
Abbiamo iniziato dallo champagne, i due rimasti (sui sei in lista), Marc Chauvet ’99 molto interessante mentre l’altro, Gaidoz-Forget ’95 non ha appassionato, anzi.
Poi i rossi. Nessun bianco previsto (non sono moltissimi i bianchi in grado di reggere quell’età, Chablis, ad esempio, niente in lista).
Nel primo banco d’assaggio in cui ci siamo fermati, Toscana (escluso Brunello): una quindicina di assaggi di vari Chianti classico e qualche igt per lo più Sangiovese o uvaggi vari.
Ad eccezione di un paio (ch. cl. riserva Le Fonti su tutti, ancora “vispo”) gli altri erano ormai o già andati, “morti”, o comunque in parabola discendente o “moribondi”.
Fortunatamente molto meglio negli altri banchi.
Nel tavolo accanto eravamo in Piemonte e qui tutt’altra musica: i vari Barolo assaggiati erano tutti “vivi”, anzi direi nel pieno delle loro potenzialità, ed alcuni di loro sicuramente avrebbero tranquillamente retto altri anni in cantina. Due su tutti, la Riserva “Le Gramolere” ’98 di Manzone Giovanni e “Vigneto Rocche” ’99 di Veglio Mauro.
Nella stanza accanto ancora banco Toscana ma questa volta Brunello e qui vale quanto detto x il Barolo. Nota particolare per Capanna.
Ed ancora nel banco successivo, Campania, i Taurasi.
Notevole Caggiano “Vigna Macchia dei Goti” ‘98, da segnalare anche Feudi San Gregorio “Piano di Montevergine” ’96 e Riserva 130 Anni “Radici” ’99 di Mastroberardino.
I grandi vini degustati insomma, Barolo, Brunello e Taurasi, confermano che esprimono il meglio di sé dopo qualche anno di riposo in cantina…
Infine i vini dolci, rimasto non molto, Tokai Aszu, Porto ed altri finiti, per il resto niente di particolare da segnalare.
Biagio, te hai annotato qualcos’altro?
Ciao alla prossima

3 commenti:

  1. Andrea Biagioni19 marzo 2010 18:55

    Condivido pienamente la tua impostazione Stefano. Un pomeriggio con molti chiaroscuri.
    Passando alle annotazioni, tra i "chiari" per me anche Salicutti, Brunello 1999, Monile, Igt Cabernet Sauvignon di Viticcio, che portava benissimo, raro tra i toscani, le sue 13 primavere. Altissimo livello tra i brunelli anche, oltre che il da te citato Capanna, anche per La Poderina.
    Tra i dolci accattivante il Botrys, Malvasia Moscato di Mastroianni, e sopratutto Maculan Acininobili, un altro botrizzato a base Vespaiola, che mi ha entusiasmato per i caldi sentori di miele e albicocca, nonché per le caratteristiche fragranze eteree

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  2. Un mio amico maligno direbbe in questo caso: " bella occasione per far fuori gli avanzi di cantina...." Battute a parte non cedono siano molti i chianti che reggono i 10 anni, e le ragioni sono abbastanza chiare, vedi il vitigno, vedi alcuni metodi produttivi spinti. Se oggi nascono vini già adulti, spesso troppo arrotondati, come possono poi avere una lunga durata? ai posteri l'ardua sentenza.

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  3. Beh il tuo amico maligno (come quell'altro tizio ben conosciuto che diceva pressappoco "a pensar male si fà peccato ma spesso ci si indovina") avrebbe avuto abbastanza ragione.
    Molti di quei vini non erano ormai più vendibili e quindi niente di meglio di una bella degustazione mirata ai vini invecchiati, per liberare qualche scaffale...fermo restando che erano presenti anche bei vini "vivi"
    ciao

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bei tempi...