Visualizzazione post con etichetta corso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta corso. Mostra tutti i post

domenica 27 settembre 2009

Le coordinate definitive

Come preannunciato, qui di seguito le coordinate definitive del corso sulla birra "in partenza" il 12 ottobre prossimo a Prato; a tutti coloro che sono iscritti alla mailing list dei Winelovers arriverà a breve una mail con in allegato il depliant di tale corso:

Corso di cultura
e di degustazione della birra – II livello
Abbinamento birra e cibo – La tecnica di degustazione
a cura di Alberto Laschi

Dal 12 Ottobre 2009 - Ore 21.00
c/o i locali del Tennis Club Bisenzio
Via Ada Negri 15 – Prato

Lunedì 12 ottobre
Birra e formaggi (I parte): Assaggio di quattro diversi formaggi (morbidi e caprini), in abbinamento a quattro diverse birre artigianali.
Lunedì 19 ottobre
Birra e formaggi (II parte): assaggio di quattro diversi formaggi (semi stagionati, stagionati, erborinati), in abbinamento a quattro diverse birre artigianali.
Lunedì 26 ottobre
Birra e Primi piati: assaggi di quattro primi piatti in abbinamento a quattro diversi tipi di birre artigianali
Lunedì 2 Novembre:
Birra e pizza: assaggi di quattro tipi diversi di pizza in abbinamento a quattro diverse birre artigianali.
Lunedì 9 novembre:
Birra e dolci (I parte): quattro diversi dolci (“asciutti”, alla frutta, cantuccini), in abbinamento a quattro diverse birre artigianali.
Lunedì 16 novembre:
Birra e dolci (II parte): altri quattro dolci (dolci al cucchiaio, i dolci al cioccolato, la cioccolata stessa) e quattro diverse birre artigianali

In ogni serata impareremo a compilare la scheda degustativa di ciascuna birra

A conclusione del corso (con data e costo che verranno comunicati ai partecipanti) cena con cucina alla birra, in un agriturismo della zona di Carmignano, nel corso della quale verranno consegnati gli attestati di partecipazione al corso (prenotazione obbligatoria)

Per Partecipare
Il corso si articola in 6 lezioni teoriche e pratiche durante le quali saranno degustate 24 birre.
Il costo di partecipazione è di 150 euro, 140 euro per gli iscritti alla mailing-list Winelovers
Minimo 14 partecipanti

La quota comprende: Materiale didattico vario; un set di 6 bicchieri da degustazione

PER INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI
Inviare una mail a winelovers.carmignano@gmail.com
indicando nome, cognome e recapito telefonico
oppure tel. 349.4052406 (Alberto)
unitamente al versamento di una caparra di 50 euro sul conto bancario
c/o Banca Fineco intestato Andrea Bassini, IBAN IT86 T030 1503 2000 0000 0387 993
A riverderci/risentirci

martedì 22 settembre 2009

Precisazione necessaria

Il corso della birra di II livello che partirà il prossimo 12 ottobre è aperto a tutti: non costituisce discriminante il fatto di avere o non aver partecipato al corso-base di avvicinamento alla birra fatto in precedenza.
Nel corso delle serate che partiranno dal 12 ottobre verranno "rispolverate" ed approfondite alcune nozioni base che permetteranno a ciascuno di partecipare con "profitto" al corso stesso.
Le nozioni storiche, la parte legata alla produzione e alla classificazione delle birre non verranno approfondite in quella sede perchè parti integranti del corso-base di avvicinamento alla birra, che ripartirà fra la fine di quest'anno solare e l'inizio del prossimo.
Mi scuso di non aver precisato tutto ciò immediatamente, ma sono ancora un po' "stordito" dagli effetti collaterali di Cheese ....

lunedì 21 settembre 2009

Ritorna anche la birra

Rieccoci in pista

Da lunedi 12 ottobre, per 6 lunedi di seguito, alle 21, presso il Circolo del Tennis del CSI di Prato, in Via Mozza sul Gorone, ricominceremo a prendere sempre più confidenza con il mondo della birra di qualità. Inizia infatti in quella data il corso di II livello della birra, nel quale approfondiremo soprattutto due aspetti: gli abbinamenti birra/cibo e la tecnica di degustazione.

In ciascuna delle sei serate infatti "ci divertiremo" ad abbinare la birra ad alcune tipologie di cibo, analizzando, con tanto di redazione della scheda di degustazione, le caratteristiche di ciascuna.

Lo schema delle serate sarà il seguente:


1 Serata birra + primi piatti:

accosteremo 4 birre a 4 diversi primi (in collaborazione con il ristorante/pizzeria annesso al Circolo); di ciascuna delle birre verrà redatta la scheda di degustazione


2 Serate birra + formaggi

Saranno due le serate dedicate a questo accostamento: nella prima serata assaggeremo 4 formaggi caprini e formaggi morbidi assieme a 4 birre; le altre 4 nella seconda serata, quando invece passeremo ai formaggi semi-stagionati, stagionati ed erborinati. Insieme agli assaggi, anche la compilazione delle schede.

1 Serata birra + pizza

sembrerebbe la cosa più "facile" e scontata di questo mondo: ci accorgeremo che non è così. 4 diverse pizze (cucinate espressamente sempre dal ristorante/pizzeria del Circolo) ci aiuteranno a individuare le 4 birre più adatte.

2 Serate birra + dolci

Come per i formaggi, così per i dolci: sono così tanti gli accostamenti possibili che cercheremo di strutturarli in due diverse serate: la prima con 4 birre abbinate a dolci "asciutti", a dolci alla frutta, ai cantuccini da inzuppare; nella seconda invece 4 birre accompagneranno i dolci al cucchiaio, i dolci al cioccolato, la cioccolata stessa.


Concluderemo il corso, per chi lo vorrà, prenotandosi, con una cena (in un agriturismo della zona di Carmignano) dal menù composto da piatti cucinati alla birra, sia della tradizione della cucina belga che di quella italiana rivisitata con la birra stessa.

Tenete d'occhio il blog e la vostra casella di posta elettronica: entro questo fine settimana tutti i dettagli operativi , dagli orari ai costi del corso alle modalità di iscrizione.
A presto

giovedì 14 maggio 2009

A cena con gli amici in fattoria....

Ecco questa cena alla fattoria di Bacchereto su in collina, ottimo luogo per vivere la nostra campagna. La facciamo giovedì 21 maggio alle ore 20, ed è dedicata soprattutto ai partecipanti degli ultimi due corsi organizzati, visto che in tale occasione saranno consegnati gli attestati di partecipazione. Naturalmente però rimane aperta anche a tutti gli amici del blog pur essendo i posti limitati (20).
Avremo con noi la produttrice Rossella Bencini Tesi che ci guiderà, a fine cena, in una suggestiva visita notturna alla cantina. I vini in abbinamento sono quelli della fattoria, le cui uve provengono dalle vigne a vista dalla splendida terrazza panoramica. Il menù:

Pasta al sugo della Ninetta
abbinata al Sassocarlo Terre a Mano - Fattoria di Bacchereto

Involtini e polpettine alla contadina con patate ed insalata mista
abbinati al Carmignano DOCG Terre a Mano - Fattoria di Bacchereto

Semifreddo di fragole
abbinato al Vin Santo DOC della Fattoria di Bacchereto

Si può prenotare sino a martedì sera inviando una mail a questo indirizzo o un sms al 346.0808092 indicando le generalità e il numero dei posti.
Sarete ricontattati per la conferma della prenotazione, ed avvisati in caso di esaurimento dei posti. Il prezzo è di 25 euro a persona.

giovedì 7 maggio 2009

Un vino da segnalare

Vi piacciono i vini francesi? Vi piacciono i vini bianchi che presentano un bel corredo minerale? Bene allora potete assaggiare lo Chablis Servin 2007, un bianco d'autore.

Il vitigno principe della zona dello Chablis è lo chadonnay e presenta caratteristiche specifiche grazie al particolare terroir dovuto a clima, suolo e impianti.

Il suolo dell'area di Chablis è infatti ricco di gesso - esattamente come quello della Champagne - una qualità che conferisce ai suoi bianchi i caratteristici aromi e sapori minerali di pietra focaia ed altre mineralità.

Ieri sera durante il corso abbiamo assaggiato questa etichetta che ci ha dato delle sensazioni gusto-olfattive veramente interessanti, trasmettendo perfettamente l'idea, a chi non lo aveva mai assaggiato, dello stile di questi vini.

E un vino che offre una grande acidità assieme alla sapidità ed è capace di sostenere lunghi invecchiamenti, si può arrivare anche a 20 anni per certe etichette.

Se vi capita, assaggiatelo e poi date il vostro parere. I prezzi sono molto variabili e dipendono dalla classificazione, ma per esempio quello citato costa sui 20 euro e li vale davvero tutti.


martedì 5 maggio 2009

Finito il corso, w la birra....



Detto da me sembra una parolaccia ma invece con la conoscenza cresce sempre la passione.
Grazie a Mr. Alberto Laschi (il birrologo) devo dire che personalmente ho fatto un gran passo in avanti verso questo universo a me sconosciuto. Citando il film Blade Runner posso dire: ho assaggiato birre che voi umani non potreste nemmeno immaginare....
E' difficile all'inizio lo confesso, chi viene dal vino ha una barriera fatta esenzialmente di presunzione da superare, ma fatta la prima forzatura dopo è tutto molto facile.
Chi ama il gusto del bere, al di là delle ciofeche che si trovano sia nel vino che nella birra, può davvero trovare grandissimi prodotti, con una grande storia, una grande tradizione e produzione alle spalle. Le birre trappiste del mio caro relatore mi hanno entusiasmato e ho voluto metterle alla prova su abbinamenti suggeritiche mai avrei pensato e il risultato è stato ottimo.
Mi sono convertito? Giammai! Ma adesso ho una passione in più e una nuova zona della cantina dedicata. E poi francamente non è che la birra non mi piacesse, è che la birra di qualità rispetto alla classica da scaffale del supermarket, non è diversa, è proprio un altra cosa!
Meditiamoci su e cerchiamo almeno di campare bene non occore 100 anni...........

giovedì 16 aprile 2009

Le serate in limonaia


Mercoledì prossimo iniziamo finalmente il secondo viaggio enoico dell'anno. Scenderemo dalla toscana verso il sud Italia, passeremo dalle isole, quindi assaggeremo la Francia e il nuovo mondo.

La ricerca della diversità e della tipicità sarà il principale obiettivo, perchè è questo la vera ricchezza del mondo del vino. Dopo tanti assaggi e degustazioni, la nostra passione è alimentata dal percepire aromaticità e gusti diversi nel bicchiere. Ma non è sempre così.

Ecco che è veramente molto interessante conoscere le varie produzioni che invece esaltano determinati vitigni in alcune zone specifiche.

Per i curiosi ecco la lista dei vini selezionati*:

1a Serata
Verdicchio dei Castelli di Jesi 2006 – Bucci
Sagrantino di Montefalco Collepiano – Caprai
Trebbiano d’Abruzzo 2005 – Valentini
Aglianico del Vulture 2003 Basilisco


2a Serata
Vermentino di Gallura Canayli 2007
Cannonau di Sardegna 2006 – Cerchi
Etna Rosso Terre Nere 2007
Don Antonio 2005 – Morgante


3a Serata
Chablis Servin 2007
Chateau Sociando Mallet 2005 Haut-Medoc
Sauternes 2001 - Château Liot
Champagne millesimato 2002 Blanc de Blanc – Yann Alexandre


4a Serata
Sauvignon Fumè Blanc 2006 – Beringer
Sauvignon Blanc 2007 – Cloudy Bay
Gewurztraminer 2005 – Bergsig
Carmenere 2007 – Chocalan


* salvo variazioni dovute al fornitore

domenica 11 gennaio 2009

Nobile è la nebbia


È iniziato alla grande, con la regione Piemonte, il corso sui territori del vino. Come dice Andrea nel post precedente gli allievi hanno seguito con attenzione e interesse la prima lezione, ponendo anche varie domande in merito.
La cortesia dei gestori della Bottega del Peruzzi ad Artimino, che hanno messo a disposizione i locali, ha fatto il resto.
L’unico problema riguarda il relatore. Ma ci stiamo lavorando. D’altronde,si sa, la perfezione non è di questo mondo...

Vi offriamo allora un approfondimento sulla lezione appena conclusa. Un omaggio dedicato ai corsisti e a tutti i lettori, sempre più numerosi, del blog. A chi potevamo dedicarlo se non a sua maestà il Nebbiolo?

UN PO’ DI STORIA
È uno dei più grandi vitigni del mondo, ma la sua origine è avvolta nella...nebbia.
Eh, sì perché l’interpretazione prevalente sulla derivazione del nome Nebbiolo è quella che lo fa risalire al sostantivo “nebbia”. Perché l'uva matura tardi, quando le colline dove alligna sono già avvolte dalle prime brume autunnali. E perché gli acini presentano sulla superficie esterna un’abbondante pruina (una speciale cera che, come per le prugne da cui trae il nome, ricopre l'acino ed ha tra l’altro l’ importante funzione di proteggerlo dagli agenti esterni) che rende il chicco grigio-argentato, quasi annebbiandolo.
Ma c’è anche Battista Croce, gioielliere di casa Savoia, che nel suo famoso trattato “Della eccellenza e diversità dei vini che nella Montagna di Torino si fanno e del modo di farli”, del 1606, parla del Nebiol come la migliore tra le uve nere “più eccellenti” e ne fa derivare il nome dall’aggettivo “nobile”. Croce spiega l’affinità con nobile per il fatto che dal Nebiol si ricava un vino generoso, gagliardo e dolce.
E nobile il Nebbiolo lo è per davvero.
Perché tutti ne parlano. Da molto tempo. Già lo citava Columella, scrittore romano del I secolo d.C., autore del più completo trattato sull’agricoltura dell’antichità, il De re rustica. E lo proteggono. Tanto per fare un esempio, nel medioevo gli Statuti lamorresi (La Morra è zona storica per la produzione di Nebbiolo) prevedevano l’impiccagione per chi si fosse reso colpevole della rovina di più di quindici viti nelle proprietà altrui. Un’ enorme severità, che ci fa comprendere quanto questo vitigno fosse diventato assai importante economicamente, quasi prezioso.

VINIFICAZIONE E DINTORNI
Nobile perché viene vinificato quasi esclusivamente in Piemonte. Altrove dà risultati scadenti.
Ha bisogno di cure attente e laboriose ed è ‘molto esigente in fatto di tipo di terreno, della sua giacitura ed esposizione, di lavorazioni e concimazioni. Terreni “forti”, calcarei e tufacei, sono perfetti per questo vitigno.
Germoglia precocemente, verso la metà di aprile, e giunge a maturazione piuttosto tardi rispetto ad altri, verso la metà di ottobre. Abbastanza sensibile agli sbalzi improvvisi di temperatura, vuole o vorrebbe un decorso climatico regolare, per cui va coltivato in posizioni collinari ben esposte al sole, sud sud-ovest, fra i 200 e i 450 m. s.l.m., al riparo delle gelate e dei freddi di primavera.

LE VARIETÁ
Ha tre sottovarietà: Michet (dal nome dialettale “micot”, piccola pagnotta di pane), Lampia, Rosè (che dà vini più scarichi ed è quasi scomparsa), originatesi da mutazioni nel corso dei secoli, diverse per attitudini colturali e capacità produttiva.
La prima, la più rinomata, è caratterizzata da una produzione piuttosto incostante e limitata, per questo motivo la sua coltivazione si sta riducendo nonostante l’ottima qualità. Facilmente riconoscibile per la foglia pentalobata di dimensioni inferiori alla media, il grappolo compatto, piccolo, cilindrico, l’acino tondo di colore violaceo rossiccio, pruinoso.
La seconda,la più diffusa per la buona resa quantitativa e per il vino pregiato che ne deriva, presenta foglia grande, trilobata, grappolo ben sviluppato di forma piramidale allungata, acino tondo, viola scuro, fortemente pruinoso.
Ma l’elenco potrebbe continuare con diversi altri nomi: S. Luigi, Rossi, Bolla, quest’ultima condannata perché troppo produttiva.
Nobile perché è coltivato in poche zone privilegiate e raggiunge soltanto il 3% della produzione vinicola piemontese. Gli ettari vitati sono di poco superiori ai cinquemila, e sono, tanto per dare un’idea, la metà di quelli coltivati a Dolcetto e un decimo circa di quelli coltivati a Barbera.
Nobile perché è la base per grandi vini rossi orgoglio del Piemonte vitivinicolo: a partire da sua altezza il Barolo, per continuare con Barbaresco, Langhe, Gattinara e Ghemme.
Insomma, un vitigno unico.
E se poi capitate in Valtellina e vi offrono un bicchiere di Chiavennasca, occhio al nome e dateci sotto, è Nebbiolo pure quello. È solo il nome di un’altra sua fortunata sottovarietà. Ma siamo già sconfinati in Lombardia e questo è argomento della lezione di mercoledì prossimo.

E, a proposito di lezioni, prima della risposta di fuoco del mitico Bassini, vi annuncio che abbiamo scherzato. Il relatore è stato ovviamente più che all’altezza, “snebbiando” le menti degli astanti da qualsiasi dubbio potesse sorgere in merito ai vini piemontesi.
Alla prossima

bei tempi...