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lunedì 21 settembre 2009

Il paese dei .... formaggi


Non è un vero e proprio paese dei "balocchi", Bra, ma nel fine settimana scorso è stato il vero e proprio Paese di Bengodi per tutti gli amanti del formaggio, e non solo. Come avviene ogni due anni, nelle strade di Bra, sede storica da sempre di Slowfood, viene organizzata questa manifestazione/monstre dedicata al formaggio, Cheese per l'appunto. Sono stato fra i 160.000 visitatori (stima ufficiale ad oggi dell'ufficio stampa della manifestazione) di questa edizione, la seconda per me, e come sempre mi succede quando partecipo ad un grande evento organizzato da Slowfood, le impressioni sono contrastanti.
Intanto un po' di numeri: il ponderoso elenco degli espositori, che occupa tredici pagine della brochure (qui l'elenco completo), tutti posti in due enormi stand all'inizio del paese, nello spazio denominato il "Mercato dei formaggi"; 60 presidi di slowfood in rappresentanza di 10 paesi e 3 continenti che hanno messo in mostra in una strada a loro solo dedicata i propri prodotti ormai più che di nicchia; la Gran Sala dei Formaggi con 183 prodotti provenienti da tutto il mondo, da assaggiare con uno o più calici di vino (qui la lista); la Piazza della Birra con 16 stand di altrettanti birrifici artigianali (veramente a tre o quattro di loro l'aggettivo "artigianale" non si addiceva per niente); una Birroteca con 110 birre da poter assaggiare (qui la lista); una Enoteca, posta nella gran sala dei formaggi, fatta di 873 etichette (qui la lista), con in più altri spazi dedicati ad altri vini in tutto il paese; il "cibo di strada" e i "chioschi di degustazione" per rifocillarsi con cibo di qualità (focaccia di Recco, bombette pugliesi, pizza verace napoletana, pasta fresca ripiena di formaggi, panini e stuzzichini "di classe"); laboratori del gusto, master of food e appuntamenti a tavola di alta classe.
Mostruoso: è il primo aggettivo che viene in mente. Di tutto, di più, in spazi relativamente dilatati (Bra è grande suppergiù come il Poggio a Caiano) ma che si affollano inevitabilmente nei punti nevralgici. Grande, grande qualità e ricchissima diversità, sia nel mondo del formaggio che in quello del vino. Prodotti stupefacenti (parlo dei formaggi) anche perchè di nicchia: la biodiversità che si fa persone, che ti spiegano il loro prodotto, come lo fanno, da quanto lo fanno. L'orgoglio di non essere produttori "grandi", l'attenzione e la cura nel preservare tradizioni e cultura, la fierezza di esserci riusciti.
Questa la "faccia buona" dell' evento, e, devo dire, il grande merito di Slowfood: tutelare, dopo averlo riscoperto e valorizzato, il prodotto locale, frutto di tradizioni secolari.
Ma, ed è già la seconda volta consecutiva che mi capita, dopo il Salone del Gusto di Torino dello scorso autunno, c'è anche l'altra faccia della medaglia. Paghi tutto ciò che "tocchi", e non a prezzi popolari: mentre prima potevi assaggiare molto di più (di fatto sono due eventi, Cheese e il Salone, fatti per "mettersi in mostra"), adesso gli espositori/produttori hanno un po' il "braccino corto", ti fanno assaggiare, spesso, solo se intuiscono che poi tu compri. I presidi poi, a livello di prezzi, sono quasi inavvicinabili. Avranno anche venduto (nella Gran Sala del formaggio) 900 kg. di formaggio e 9000 bottiglie di vino, ma le modalità di accesso e fruizione dei prodotti erano, oltre che macchinose, anche "orientate" commercialmente. Per una pizzetta napoletana pagavi tre euro, per tre ritagli di focaccia cinque, per i gustosi panini fatti di prodotti sfiziosi altri cinque. Per non parlare del vino, che però io non bevo. La birra della birroteca era relativamente a buon prezzo, ma ho saputo "in loco" che c'era sotto uno "sgamo" pro-Slowfood.
Non per fare il purista, ma mi sembra che Slowfood stia correndo sempre più il rischio di infilarsi in un veroe proprio processo di "ibridazione": accanto al sostegno quasi "a fondo perduto" dei prodotti a rischio estinzione, un occhio fin troppo attento alle leggi e alle logiche di mercato.
Fa fede, in questo, la lista degli sponsor della manifestazione, visibile nella parte inferiore del sito dedicato alla manifestazione: che "c'azzeccano" questi, direbbe qualcuno, con tutto il resto?
Arrivando alla birra presente a Bra, le "solite" conferme qualitative: Troll, Birra del Borgo, Maltus Faber, Cittavecchia, Olmaia. Gli altri sotto la media, presenti, forse, solo perchè della zona piemontese. Anche nella Birroteca la metà dei prodotti non valeva la spesa, mentre l'altra metà (da me setacciata con cura) era di un livello eccellente.
L'unica cosa stonata, per la birra? Lo stand della Forst posto "casualmente" all'inizio del paese, "incastonato" ad arte fra i due grandi padiglioni dedicati al formaggio: una volta usciti dal tourbillion caseario, assetati e con l'acquolina in bocca, difficile resistere a lungo al richiamo della fresca e bionda Forst. Le altre birre distavano almeno 6-700 metri da lì.
Un caso?

sabato 12 settembre 2009

Ringraziamenti e appuntamenti


Ringraziamenti. Il sabato (e la domenica) del Villaggio della Birra è passato, le persone che sono venute a trovarci in quel di Bibbiano ... vicono Bruxelles sono state tantissime. Fra i tanti amici arrivati per assaggiare buona birra e buon cibo c'erano anche molti di quelli che hanno partecipato ai corsi di birra organizzati per i winelovers di Carmignano nella scorsa "stagione". Mi ha fatto molto piacere rivederli, per alcuni è stata la "prima volta al Villaggio", e i commenti che ho sentito sono stati più che favorevoli. Per questo volevo ringraziarli. E' stata una bellissima edizione quella di quest'anno, la quarta, una sorta di vera e propria consacrazione: ormai il Villaggio di Bibbiano è diventato uno dei più importanti appuntamenti italiani nel segmento degli eventi legati al mondo delle birre artigianali e di qualità. Ne siamo orgogliosi, e siamo sempre contenti di avvicinare ogni anno di più persone nuove e curiose a questo mondo, fatto di prodotti veramente artigianali, ma anche e soprattutto raffinati. Sul blog di Birrerya verranno pubblicati vari post di commento a questo evento, il primo dei quali è già on-line; buttateci un'occhio, se vi va.


Appuntamenti. Fra un mese circa, lunedi 12 ottobre, ricomincerà il percorso alla scoperta del mondo della birra di qualità. Partirà infatti nella nuova sede (Andrea "svelerà" i particolari a breve) il corso della birra di II livello, incentrato sugli accostamenti birra/cibo e sull'approfondimento della tecnica di degustazione. Saranno sei serate, il cui programma sarà on-line a breve. Sempre nel corso di questo nuovo "anno sociale" 2009/2010 partiranno altri due corsi-base di introduzione e accostamento al mondo della birra. Abbiamo anche in programma di organizzare anche delle vere proprie serate a tema, incentrate sulla birra e i suoi ... corollari.

A breve tutto il programma: tenete d'occhio il blog e la vostra casella di posta elettronica

lunedì 24 agosto 2009

ci siamo, quasi


Dopo la pausa agostana, comunque operativa, è tempo di ritornare ... in pista. Lo faccio ricordandovi un appuntamento settembrino, che per gli amanti della buona birra oserei definire imperdibile: Il Villaggio della birra, a Bibbiano di Buonconvento (20 minuti da Siena) il 5 e 6 settembre prossimi.

Avevo già tracciato "l'identikit" di questo vero e proprio evento in un precedente post (il 26 giugno u.s.), nel quale avevo promesso tutti gli aggiornamenti del caso. Adesso ci siamo, tutto è stato definito, e vi assicuro che con i belgi in ballo niente è semplice; è un popolo strano, e i mastri birrai sono anche una categoria a parte ...

Comunque: 4 birrifici artigianali italiani, il pluripremiato Baladin di Piozzo di Cuneo con 3 delle sue birre alla spina (Open, Nora, Isaac), l'emergentissimo Barley di Maracalagonis e il solido, seppur relativamente giovane, Maltus Faber di Genova con molte delle proprie produzioni in bottiglia (10 in tutto) e l'ormai "ospite fisso" Olmaia di Montepulciano con 4 delle sue produzioni alla spina.

Dal Belgio: ben 9 mastri birrai, tutti a mescere i loro prodotti. Il giovane ma già affermatissimo (a livello mondiale) Rulles; Achilles (docente di pianoforte al conservatorio) con le birre Serafijn; il sempre entusiasta Boelens dalla sfrenata fantasia produttiva; l'esperto Cazeau, ultimo discendente di una famiglia che fa birra dal 1753; De Ranke, il "profeta" belga delle birre extra-luppolate; la new entry (una "scoperta" dello Zhytos di quest'anno) De Leite, che promette più che bene; il pluripresente Den Hopperd con le sue Kameleon, birre con certificazione biologica; il giovane Piet Meirhaeghe della Sint Canarus, con la sua Vergine di Gottem, una birra con un cono di luppolo fresco inserito direttamente in bottiglia; i birrai della 't Hofbrouwerijke, giovani, anch'essi, e molto promettenti. Per un totale di ben 16 birre in fusto e 4/5 in bottiglia.

Inoltre, due amici belgi gestiranno insieme a noi il "lambic corner" (uno spazio apposito con alcune "chicche"), il "trappist corner" (3 birre trappiste in fusto) e il "De Dolle corner", con due must (Oerbier e Arabier) della produzione birraria mondiale in fusto.

Accanto a questo "imponente" panorama birrario, la cucina, il ristorante (su prenotazione) con due menù particolari:


sabato 5 settembre

Il Belgio in Tavola
Witloof in den Oven
/ Radicchio Gratinato alla Bieken (abbinato e cucinato con Waaslander del birrificio Boelens); ricetta di Annicke e Kris Boelens del Birrificio Boelens
Konijn op zijn “Vlaams” (konijn met pruimen) en frites/ Coniglio alle Prugne e patatine fritte in stile belga abbinato e cucinato con la Bon Homme del birrificio De Leite ricetta tradizionale fiamminga
Rijspap / Tortino di riso allo zafferano ricetta tradizionale di Ghent. Abbinato a Sint Canarus Tripel


domenica 6 settembre

La Birra nella tavola Toscana
Pici (fatti a mano) al sugo toscano abbinati con Bon Homme (pici: pasta della tradizione buonconventina, tipo di spaghetti "stesi" a mano)
Peposo alla Serafijn Donker servito con patatine fritte (piatto tradizionale della cucina fiorentina, solitamente cucinato con vino ma da noi proposto nella versione con birra)
Tortino di cioccolato bianco con Ricciarello senese accompagnato da crema inglese alla Westmalle Dubbel (ricetta del TNT PUB di Buonconvento)

in più la possibilità di mangiare carne alla brace e altre specialità locali.

Ci saranno poi due laboratori di degustazione birraria (sempre su prenotazione) guidati da Tim Webb e Kuaska, due interessantissima laboratori di birra & sigari guidati dal notissimo intenditore di sigari Terry Nesti, un brassin pubblico (cioè una cotta pubblica di birra fatta dagli amici dell'Ars Birraria di Massa) e un vero e proprio "contest" della produzione birraria di quegli homebrewers che avranno "il coraggio" di far assaggiare i propri prodotti ai "maghi" e professionisti belgi e italiani, gestito dal Movimento Birrario italiano (MoBi). E la sera, nel dopo cena, due gruppi musicali.

Per tutti i dubbi, curiosità, informazioni (anche per pernottare), consultare il sito del Villaggio.

E ... ci vediamo a Bibbiano, vicino Bruxelles.

martedì 9 giugno 2009

Slowbeer


La "notizia" è con un po' di anticipo, ma mi piaceva segnalarla per tempo.
Nel fine settimana del 20 e 21 giugno prossimi al parco delle Cascine di Tavola si terrà la seconda edizione della manifestazione eno(birra)gastronomica Slowbeer.Organizzata dalla condotta pratese di Sloefood con il patrocinio del Comnune e della provincia di Prato, la manifestazione si terrà nel pomeriggio di entrambe le giornate, dalle 16 in poi. Parteciperanno all'evento 4 birrifici toscani, il lucchese Bruton, l'aretino Pevak, l'amiatino Birra Amiata, il neo-nato birrificio pratese I due Mastri e Birrerya con le sue birre d'importazione belga.

Evento più che interessante: ogni birrificio porterà all'evento molte delle proprie produzioni, quasi tutte alla spina, e verrà data la possibilità a ciascun partecipante di degustare i vari prodotti attraverso un apposito bicchiere da degustazione, tramite l'acquisto di gettoni.
Durante tutta la manifestazione in un apposito spazio sarà anche possibile degustare porchetta, hamburger di bovina calvana, hot dog con würstel artigianali, salumi e formaggi tipici.
Per tutta la durata della manifestazione sarà attivo lo Slow Bus elettrico dalle due entrate del Parco delle Cascine di Tavola.


Il programma specifico prevede:


Sabato 20 giugno


Ore 16.00: Apertura degli stand con degustazionedi birre artigianali Toscane e Belghe
Ore 17.30: Laboratorio del gusto con birre artigianalicon la presenza dei mastri birrai
Ore 20.30: Cena a base di carne in abbinamento a birre artigianali Musica dal vivo

Domenica 21 giugno


Ore 16.00: Apertura degli stand con degustazionedi birre artigianali toscane e belghe
Ore 17.30: Laboratorio del gusto con birre artigianali curato da Luca Giaccone di Slow Food Italia e presentazione del libro “Guida alle birre d’Italia”, Slow Food Editore
Ore 20.30: Cena a base di pesce in abbinamento a birre artigianali

Musica dal vivo con i Cammelli Belgi e le Shut up dolls


Per informazioni:
SlowFood PratoVia Alessandria, 7/a, 59100 - Prato
tel. 0574 443105 fax. 0574 38696
Ci vediamo lì.

martedì 7 aprile 2009

Taste , seconda ed ultima parte

Il mondo brassicolo italiano è assai variegato, si fa birra con un sacco di ingredienti, oltre a quelli usuali e/o classici. Ci sono birre prodotte con grano kamut, con la mirra e lo zenzero, ci sono altre birre fatte con più di 15 spezie himalayane, altre con l’aggiunta di chinotto di Savona, alcune aromatizzate con i mirtilli (come in Belgio), birre con ribes nero, o ancora birre scure e affumicate, birre acidule maturate in botti di legno oppure fermentate con lieviti da whisky, senza contare, infine, le molte birre prodotte (più di 30, delle quali almeno 5 in Toscana) con l’aggiunta di castagne. L’italiano (parafrasando Maria Louise Ciccone) “le fa meglio”, o, almeno, ci mette molta fantasia nel farle. Tenendo conto di ciò, a Firenze, a Taste, ho volutamente sperimentato (oltre a ciò che ho descritto nell’altro report) una specie di “verticale” fra tre prodotti simili di tre birrifici diversi, aventi in comune lo stesso ingrediente principale: il farro. Il primo dei tre prodotti concorrenti, dal nome Farrotta, è una birra del birrificio pescarese Almond 22 (http://www.birraalmond.com/), aperto 5 anni fa nello stesso stabile in cui fino a poco tempo prima le donne del luogo lavoravano pelando le mandorle, destinate alla produzione dei confetti locali (da qui il nome del birrificio: almond, in inglese, significa mandorla). Una bella birra, bionda e fresca, nella quale viene anche aggiunto miele d’acacia per conferirle quel tocco finale alcolico e setoso che il farro, di sua natura, tenderebbe ad “annacquare”. La seconda è stata la Curmi del birrificio veneto 32 via dei birrai (http://www.32viadeibirrai.com/): una birra biondo paglierino brassata con l’acqua proveniente da due fonti alpine (il birrificio si trova, infatti, sulle pendici del Monte Tomba), che ha come caratteristica principale quella di essere molto watery, rinfrescante e beverina. Interessante anche l’origine del nome, Curmi appunto, che ricorda il nome (korma, poi tramutatosi appunto in curmi) che i Galli davano alla birra che loro stessi producevano con frumento, ma senza miele. Una bella birra adatta alla stagione estiva.
La più interessante delle tre si è comunque rivelata la Enkir, del birrificio Birra del Borgo di Borgorose, vicino Rieti (http://birradelborgo.it/home.php). Per questa birra viene usato il raro cereale chiamato appunto enkir, conosciuto dall’uomo già 10-12.000 anni fa (dicono sia il padre di tutti i cereali e anche il primo cereale addomesticato della terra, che cresce ancora spontaneo in alcune aree della Turchia ed Iran), il cui nome viene mutuato dalla divinità sumerica chiamata Enki, uno dei quattro creatori del mondo. Il geniale mastro birraio reatino (geniale quasi quanto Teo musso del Baladin), con l’amico Gabrile Bonci (definito da Vogue “il Michelangelo dei pizzaioli italiani”) mettono su questa idea produttiva, dando vita ad una birra che contiene il 55% di questo cereale, molto simile al farro: è birra quasi lattiginosa nel colore, ricca di sentori di pane e crosta di pane, insieme ad un leggero fruttato e una vaga sensazione di cereali bagnati, leggermente piccanti, grazie all’uso di un lievito particolare. Più ricca e di carattere delle altre due, vince questa ideale sfida fra prodotti artigianali, comunque di qualità, emblema di quella fantasia produttiva quasi del tutto italiana di cui parlavo all’inizio.
Tre birrifici, quelli citati in precedenza, non proprio vicini alle nostre zone, le cui birre non sono sempre facilmente reperibili: ma vicino a noi, in Garfagnana, c’è un minuscolo birrifcio artigianale, la Petrognola che produce splendide birre (quattro, fra cui una nerissima stout) usando il farro della Garfagnana a marchio I.G.P., pluripremiate non solo in Italia ma anche all’estero. Le sue birre valgono il viaggio verso questo paesino arroccato nell’Alta Garfagnana, ve lo garantisco.

mercoledì 25 marzo 2009

Taste - stazione leopolda

Con colpevole ritardo, causa anche l'organizzazione del nuovo corso di I livello della birra che è iniziato lunedi scorso (siamo un bel numero, è una bella cosa) voglio dare un po' di notizie birrarie a riguardo della IV edizione di Taste, svoltasi a Firenze, nella spettacolare location della Stazione Leopolda, 10 giorni fa.
Avevo detto che ci sarebbero stati 9 fra i più importanti mastri birrai artigianali italiani, con i loro prodotti sia in degustazione che in vendita; e pur conoscendoli quasi tutti, non potevo perdere l'occasione per fare il punto sulla loro attuale produzione.
Considerazione generale: il livello qualitativo della produzione si sta stabilizzando, verso l'alto. Nella fascia alta della produzione cioè, si sono raggiunti livelli qualitativi ragguardevoli; mancava, a mio parere, un po' la continuità, cioè il mantenere stabilimente alto il livello di ciascuna birra, evitando i non infrequenti incidenti di percorso, che davano vita a scostamenti a volte imbarazzanti fra le varie cotte dello stesso prodotto.
Il che in assoluto non è proprio un male: la birra artigianale è viva, rifermentata in bottiglia con l'aggiunta del lievito, non filtrata e non pastorizzata. Che ci possano essere dei cambiamenti è quindi inevitabile; ma non ci possono nè debbono essere stravolgimenti, se non quelli messi in atto dallo stesso mastrobirraio per sua precisa scelta.
Prima dritta birraria: cercate e agguantate birre del piccolo ma già quotatissimo birrificio sardo Barley (http://www.barley.it/), del minuscolo paesino di Marcalagonis, fra Cagliari e Villasimius. Nicola, ex ingegnere idraulico, e adesso mastrobirraio a tempo pieno fa 20.000 bottiglie l'anno (un'inezia, commercialmente parlando), di 5 tipi diversi di birra: una aromatizzata al miele d'arancio (Zagara), una blanche delicatamente speziata (Friska), una ale fresca e luppolata (Sella del Diavolo, dal nome del promontorio che sta alle spalle della spiaggia del Poetto), la spettacolare e fruttatissimo Toccadibò, e la BB10, birra, come già dicevo, brassata con l'aggiunta nel mosto della birra di Sapa, mosto d'uva Cannonau cotto per 16 ore in bollitura continua. Il genio italiano, la ricchezza di una terra, la Sardegna, che si sta facendo tanto spazio. Per dirne una, le sue birre sono già esportate in America, dove se le contendono alcuni dei migliori ristoranti delle guide più quotate.
Altra produzione d'eccellenza è quella del Baladin, più volte da me citato in altri post. A Firenze ha portato la sua nuova, rivoluzionaria (birrariamente parlando) ultima scommessa, una american pale ale battezzata significativamente "Open". Open perchè viviamo in un mondo "open source", dove la soluzione di molti problemi non può risiedere se non nella condivisione delle conoscenze e delle risorse. Da qui l'esigenza di creare, da parte di Teo, nume tutelare del Baldin (e non solo), una birra socializzante, "aperta" a tutti. E per questo l'ha lanciata sul mercato insieme (e qui sta la rivoluzione copernicana) alla ricetta produttiva, con tanto di ingredienti, tempi di cottura, e accorgimenti produttivi. Ora, se c'è una cosa, nel mondo della birra, della quale i produttori sono gelosi fino alla follia, è proprio la ricetta dei propri prodotti: non la rivelerebbero neanche sotto tortura. Teo ha "rotto" la tradizione: ha detto a tutti come l'ha fatta, ha messo sulla rete la ricetta in un sito dedicato (http://www.openbaladin.com/open_beer_concorso.html) e ha fatto anche un'altra spiazzante iniziativa: ha indetto un concorso per questa estate al quale potranno partecipare tutti coloro che faranno una birra partendo dalla stessa ricetta della sua Open. Come a dire: "guardiamo un po' chi è il più bravo", "io l'ho già fatta, guardiamo chi c'è capace di migliorarla". Mai era succesa una cosa così in Italia.
Al di là di questo, la birra è eccezionale (e io sono solito adoperare raramente questo aggettivo): un mix di agrumato, speziato, asciutto e rinfrescante, che si allunga prepotentemente in bocca, lasciando un palato ricco, morbido e pulito. Berla in estate sarà una vera goduria. Il problema sarà agguantarla, ad un prezzo decente.
La reperibilità delle birre italiane, il loro costo (spesso spropositato) e il resto di ciò che ho assaggiato a Firenze, saranno gli argomenti del prossimo post, a breve.

mercoledì 11 marzo 2009

I ragazzi dell'acquabona








Ieri trasferta in versilia dove appunto i sopracitati ragazzi/giornalisti ci hanno dato la possibilità di assaggiare una selezione dell'eccellenza di Toscana.
Assieme al compare Fabio mi sono assaggiato una sessantina di vini, scelti tra i produttori artigiani del vino. Con qualche piccola eccezione ho deciso di conoscere meglio aziende della costa, del Chianti, di Bolgheri e Montalcino che vanno dalle 20.000 alle 40.000 bottiglie, a volte pure meno.
Il mio giudizio globale è ampliamente positivo perchè se da una parte la crisi c'è e si vede, nelle vendite e quant'altro, continua ad aumentare la qualità e con prezzi ragionevoli.
Ho assaggiato la gamma dei vini prodotti dalle aziende che trovate nel post precedente ma non voglio tediarvi con 60 schede vino, vi posso però citare i miei premi oscar.

Premio Miglior vino in assoluto: Brunello DOCG Canalicchio 2004 - Azienda Agricola Pacenti Franco
Un brunello vero, da una grande tradizione familiare. Aromaticità complessa e molto fruttata, in bocca è davvero un vino che pur con giovinezza fa sentire il carattere, si percepiscono nettamente frutta e spezie pregiate mai invadenti, tannini importanti con una buona freschezza mitigati da un buon carico alcolico. In cantina migliorerà sicuramente ma come molti brunelli odierni è già pronto per essere servito. Il prezzo? Ottimo ed onesto.

Premio Azienda completa: Villa Petriolo
Già ampiamente valutata positivamente per marketing, idee, cultura del vino e servizi di accoglienza mi mancava la prova più importante, i vini. Il risultato finale per il mio modesto parere si esprime con una sola parola, che è ARMONIA. Il loro vino che mi ha emozionato di più è il Chianti Rosae Mnemosis 2007, merita una nota di plauso individuale

Premio Crediamo in Voi... avanti così: Un particolare ringraziamento a tutte le aziende biodinamiche che ho conosciuto come Valgiano e Cosimo Maria Masini perchè riescono a farmi ancora sentire che il vino è fatto con l'uva..... Sull'argomento si può dire di tutto, ma senza essere un adepto integralista non posso non apprezzare il grande risultato finale di aziende come queste. Bravi!

Premio Brunello mon'amour: vi segnalo aziende che riescono a produrre un buon Brunello ed un ottimo rosso di Montalcino tali da farci dimenticare ogni delusione e presunzione di quella zona caratteristica del tempo che fu. Proprietari appassionati, disponibili e capaci quelli di Pietroso, della Tenuta Le Potazzine - Gorelli. E per la mia personale convinzione che il vino esprime il carattere di chi lo produce, Ventolaio con la sua proprietaria espressione della toscana rurale ci fa sentire il vino che nasce in vigna . Per favore produttori non ci togliete più questa immagine del vino.........

Premio l'altra Bolgheri: e si, finalmente realtà come il Castello di Bolgheri e l'affermato Grattamacco ci liberano dalla sudditanza per i vari ....aia. Era l'ora! Finalmente posso bere bene senza chiedere la grazia al signore e sperare nei miracoli.

Ed alla fine però... un bicchiere di Carmignano Riserva della "nostra" cara Fattoria di Ambra è stato necessario per il pasto di metà giornata e il vin santo per la ripartenza verso casa. Come in ogni viaggio, sono curioso di tutto quello di nuovo che trovo, ma alla fine..... ho voglia di tornare a casa.... Grazie Fabio ( enegico cantiniere di ambra) .

E ancora grazie per l'invito a Luca Bonci a buon rendere, quando passi da carmignano una fiorentina è per te, il vino.... scegli tu che ne capisci....

Un post spottone?? no, non da me . Solo la mia piccola vista su questo mondo
Post it finale: ho avuto la grande soddisfazione di una foto con Alessandro Masnaghetti!! Chi è? Cercatelo su internet...... Cos'è per me? Raro testimone del giornalismo libero di settore, talento e palle.

domenica 8 marzo 2009

Taste - Stazione Leopolda

Un veloce post di “servizio”.

Il prossimo fine settimana, per la precisione da sabato 14 a lunedi 16 marzo, alla Stazione Leopolda di Firenze andrà in scena la IV edizione di Taste (http://www.pittimmagine.com/it/fiere/taste/index.php) . Il Salone, nato da un’idea del “gastronauta” Davide Paolini ( http://www.gastronauta.it) e organizzato da Pitti Immagine, è un percorso dedicato alla scoperta della diversità culturale e biologica dei cibi, dal caffè ai salumi, dalla cioccolata al vino, dal the ai formaggi, tutti proposti in assaggio al visitatore. E’ una interessante esperienza gustativa, alla quale ho partecipato per la prima volta l’anno scorso. Visto il riscontro positivo che ne ho avuto, sono qui a consigliare a chi ne abbia la curiosità una “visitina” nella splendida location della Stazione Leopolda, anche perché saranno presenti, fra gli espositori (oltre 170), anche nove birrifici artigianali italiani con i loro prodotti. I loro nomi forse vi diranno poco, ma garantisco che rappresentano la fascia alta (e in alcuni casi altissima) della produzione birraria di qualità in Italia.
L’abruzzese Almond 22, il piemontese Baladin (citato da me a più riprese, il top in Italia), i toscani Bruton (Lucca) e L’Olmaia (Montepulciano), il sardo Barley (non vi fate scappare, se c’è, la loro BB10 brassata con l’aggiunta di sapa di Cannonau nel mosto di birra), la reatina Birra del Borgo (se ci fosse la sua Sedicigradi sarebbe un vero e proprio evento), i ragazzi del 32 via dei Birrai del Monte Grappa, il pluripremiato Birrificio del Ducato dalle birre spesso estreme, il milanese Birrificio Lodigiano, oltre a far assaggiare le proprie birre, le metteranno anche in vendita nel taste shop posto alla fine del percorso gustativo. I prezzi, l’anno scorso, erano più che corretti: speriamo che anche quest’anno la tradizione sia mantenuta.


Buon viaggio (enogastronomico).

giovedì 5 marzo 2009

Terre di Toscana: consigli per l'assaggio



Prima dell'imminente evento mi permetto di segnalarvi quelle aziende che sicuramente visiterò per degustare i loro vini . Cominciamo.....

- Canalicchio - Franco Pacenti

- Capannelle

- Castello del Terriccio ( mitico lupicaia... se ce lo danno....)

- Castello di Bolgheri

- Conti Costanti

- Domini Castellare di Castellina ( i sodi di san niccolò )

- Grattamacco

- La Poderina (il moscadello di montalcino )

- Pietroso

- Podere Il Palazzino

- Tenuta di Valgiano

- Tenuta Le Potazzine - Gorelli

- Terenzuola

- Ventolaio

- Villa di Geggiano

- Villa Petriolo


Dopo naturalmente qualche altro a caso. I carmignanesi solo per salutare ovviamente.

Consigli per l'uso: prima il resto del mondo, poi i chianti, dopo i bolgheresi, poi con un attimo di pausa le aziende del brunello ed infine i vini dolci.

Poi vi invierò le note sui miei preferiti degni di nota, e aspetto naturalmente le vostre impressioni che pubblicherò come post e non come commento. E' il primo evento che seguiamo collettivamente con il blog quindi avanti tutta!

Mi raccomando..... occhio sulla strada e non esagerate, degustare non bere.....

Alla fine io credo tornerò in treno.......

venerdì 30 gennaio 2009

me lo segno in agenda



Domenica 8 e Lunedi 9 Marzo al Lido di Camaiore si tiene una delle manifestazioni, tra le tante che ormai ci intasano le agende, che merita davvero una visita per conoscere ottimi produttori e quindi assaggiare la loro migliore produzione. Organizzato da L'AcquaBona testata online storica e seria del settore ad un costo onesto: 15 euro con degustazioni dalle 11-19 la domenica e dalle 11 alle 18 il lunedì.

Io vado il lunedì perchè spero che la maggior parte degli esperti e curiosi vada la domenica.....

E meritevole da degli organizzatori fare lo sconto anche agli abbonati al loro notiziario e non ai soliti noti e assaggiatori scrocconi che girano tutte le manifestazioni ma non comprano mai una bottiglia.....

Se volete la lista dei vini in degustazione visitate questo indirizzo web http://www.acquabuona.it/2009/01/terre-di-toscana-vini-e-vignaioli/ oppure sul sito della testata web

bei tempi...