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lunedì 22 febbraio 2010

ricominciamo....


Dopo un periodo di assenza prolungato da questo blog (con dispiacere) adesso ricominciamo.
E' bastata la scossa tellurica delle anteprime di chianti & C. , per dare il via alla nuova stagione. E la cosa particolare è che, grazie alla famosa CRISI di cui si parla continuamente, qualcosa è davvero cambiato nel mondo del vino: Finalmente si è spenta quell'aria falsamente festosa da circo che si respirava anche all'ultimo Vinitaly. I buoni produttori, quelli storici, si sono ridimensionati nei costi e migliorati nella qualità. Ed invece, alcuni di coloro che avevano corso la cavallina perchè produrre il vino sembrava una cosa facilissima e super redditizia.... beh! si ritrovano con una vagonata di vino nelle cantine....
Ma il vino di qualità non manca davvero, e proprio sabato sera ho assaggiato un lagrein meritevole, di quelli che senza mettere troppi gradi ad intaccare il nostro senso del gusto ti accompagnano piacevolmente la cena, quindi mi è tornata la voglia, ricominciamo.....
p.s. tra breve il consueto corso di avvicinamento al vino, l'edizione n°18......

domenica 19 luglio 2009

Brunello è (ancora) bello ?


Un milione e trecentomila litri di Brunello di Montalcino declassati a Igt:
Un rotondo 20% dei 6,7 milioni di litri di Brunello sequestrati anche a seguito del maligno e italianicamente masochistico sasso lanciato dall’Espresso ad aprile dello scorso anno, in piena anteprima Vinitaly
L’indagine dalla Guardia di Finanza, iniziata ancor prima, nel 2007, si è appena conclusa e ci sentivamo in dovere di darvene l’esito dopo il polverone sollevato a suo tempo.

E’vero, eccome. Come recita la nota delle Fiamme Gialle “ ingenti quantitativi di vino relativo alle annate dal 2003 al 2007 sono stati tagliati o ammorbiditi con uve e vini differenti dal Sangiovese, unico vitigno ammesso dal disciplinare del Brunello e Rosso di Montalcino".
Il Sangiovese veniva mischiato con uve provenienti da altri vitigni della zona, ed anche con prodotti vinosi provenienti da altre regioni. Perchè?
Per aumentare i volumi produttivi, a fronte di una richiesta , italiana e non , sempre maggiore, e per ottenere un gusto più morbido e gradito ad alcuni mercati internazionali.
E nell”affaire” veniva coinvolto non solo il Brunello. Sono stati sequestrati a suo tempo anche 1,7 milioni di litri di altri vini a denominazione (quali il Rosso di Montalcino D.O.C. ed il Chianti Classico D.O.C.G. e I.G.T. Toscana Rosso), di cui a conclusione oltre il 40 % sono stati declassati a denominazioni di minor pregio e 100.000 litri inviati direttamente a distillazione.
Come conseguenza di quanto dicevamo sopra sono stati; sequestrati pure 400 ettari di vigneti sui quali erano coltivati vitigni non riconosciuti dal disciplinare di produzione.
Complessivamente sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Siena 17 persone. Di queste, otto hanno richiesto il patteggiamento, mentre le altre nove hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini per i reati di frode in commercio e falso in atti, in alcuni casi commessi in associazione.

Che dire? Speriamo che da qui si possa ripartire daccapo, con più trasparenza, rispetto della tradizione, del disciplinare e meno derive “modaiole” che se momentaneamente possono accontentare i palati esotici (e i relativi & appetiti mercati) , a seguito di scandali e scandaletti producono poi il classico effetto boomerang.
Insomma, il gioco non vale la candela.
E l‘onestà poi dove la mettiamo?

In questo senso la riduzione di produzione da 80 a 70 quintali per ettaro, decisa con decreto regionale sollecitato dagli stessi consorzi di tutela già dal 2006, è un segnale positivo.
Certo, il Brunello sarà quantitativamente ancora più ridotto.
Avremo più qualità o più tentazioni per i furbetti di turno?

martedì 16 giugno 2009

Buone (???) notizie per i consumatori .....

16/06/2009
Per il Brunello di Montalcino controlli fino al 31 dicembre
Prorogati di altri sei mesi gli interventi urgenti per rafforzare il sistema dei controlli nella filiera produttiva del Brunello di Montalcino e salvaguardare le esportazioni negli USA. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, lo scorso 5 giugno, ha firmato un’ ulteriore proroga delle disposizioni contenute nel decreto 3 luglio 2008 con il quale erano stati adottati interventi urgenti volti a rafforzare il sistema dei controlli del famoso vino a denominazione di origine controllata e garantita.

11/06/2009
L’aceto balsamico di Modena diventa IGP dopo 13 anni: grande vittoria del patrimonio agroalimentare italiano

11/06/2009
Sicurezza alimentare: Sequestrati in Toscana 135 kg di lardo
Sequestro di 135 kg di lardo e 290 kg di altre derrate alimentari. L'attività di controllo, che ha preso avvio grazie ad una precedente notizia di reato inoltrata dall'ICQ di Firenze alla Procura della Repubblica, ha portato alla scoperta di un laboratorio abusivo per la lavorazione di alimenti, che operava da tempo in provincia di Massa Carrara, senza alcuna autorizzazione sanitaria e in precarie condizioni igieniche.Gli uomini dell'ICQ hanno lavorato in collaborazione con la Guardia di Finanza di Massa Carrara, i Carabinieri di Bedizzano e l'ASL di Massa Carrara.Tra i prodotti sequestrati:• carni bovine congelate, prive di etichettatura e senza alcuna indicazione di tracciabilità;• confezioni di lardo illecitamente evocante la IGP Lardo di Colonnata;• carni suine in confezioni sottovuoto anonime (alcune scadute)

Bruxelles - 08/06/2009
LA COMMISSIONE EUROPEA BOCCIA IL ROSATO OTTENUTO DALLA SEMPLICE MISCELA DI VINO BIANCO E VINO ROSSO.

mercoledì 25 febbraio 2009

Bengustato Brunello !


Sexy. La parola più adatta per definire l’atmosfera che si respirava domenica scorsa a “Benvenuto Brunello” il consueto appuntamento con giornalisti e operatori per la presentazione del vino italiano più apprezzato nel mondo.

Forse perché l’annata seduceva, brillava di luce propria. E splendevano le “cinque stelle”, il punteggio massimo che può ottenere un vino e che il Brunello non raggiungeva da ben sette anni.

D’altronde, sin dai tempi dei Baccanali di romana memoria, e anche prima con i riti Dionisiaci, vino è sinonimo di piacere e abbandono ai sensi e alla convivialità.

Invitati dall’amico Nicolò Magnelli (vini e caffè, un’accoppiata vincente per Montalcino con Illy che lo ha appena emulato), proprietario dell’eccellente azienda “Le Chiuse”, abbiamo potuto apprezzare le caratteristiche di eleganza e intensità di questo 2004, maturato giorno dopo giorno sui vitigni nel modo più consono, tanto che si riscontra un’uniformità qualitativa verso l’alto, propria solo delle annate migliori.

Abbiamo apprezzato ad esempio l’equilibrio e l’armonia di Lisini, da sempre tra i migliori in assoluto, (la lunghezza, ad onor del vero, non era al top).

Ottimo anche Helichrysum, la selezione di San Polino, poche migliaia di bottiglie, già morbido ed equilibrato alla presentazione, con tannini eleganti e avvolgenti.

E poi Argiano, levigato ed armonico; Il Colle, tannini vellutati, frutto vivido e corposo e lieve e saporito ingresso in bocca; Fuligni, setoso, equilibrato e dal profumo intenso. Ma quello che ci ha più ammaliato è stato “ il Paradiso di Manfredi”, profumo e bocca intensi, gradevolmente speziato con note evolutive di goudron e una morbidezza che esalta, caratteristica del vigneto di origine, arricchita da una prestante acidità. Appagante.

Le Gode si è rivelato un po’ ruvido nei tannini, rubino vivido nel calice e di carattere nell’impatto gustativo. Abbiamo trovato altri brunelli dal tannino ancora ruvido: niente male, questo gioiellino matura col tempo e la prontezza nella degustazione di adesso non indica necessariamente un ugual pregio futuro. E viceversa.

Minerale, ancora immaturo nell’ equilibrio, Terre Nere, dai decisi riflessi granato.
Le Chiuse: bel rubino vivace, ampio ventaglio olfattivo, palato equilibrato.
Intenso e intrigante al naso il frutto rosso di Siro Pacenti.

Singolare infine Corte Pavone, dal legno più aggressivo, con liquirizia e spezie in evidenza a formare un bouquet destinato ad affinarsi nel tempo.

Siamo usciti dalla fortezza di Montalcino con la sensazione di un Brunello in gran salute, che si è messo alle spalle i peccati e le polemiche recenti.

L’annata 2008 è già certificata a quattro stelle e il vino non ha perso appeal neanche negli USA, come sottolinea il presidente del Consorzio del Brunello, Patrizio Cencioni “L’agroalimentare di alta qualità ha sempre successo. E la cucina italiana piace in tutto il mondo”.
Pleonastico (o Catalanico, per dirla con Arbore), ma vero.

bei tempi...